
AUTISMO
conoscerlo e crescere insieme
in tutte le fasi della vita
cos'è l'autismo
Il termine autismo deriva dal greco e originariamente significava “rivolto verso sé stesso”.
Il Disturbo dello Spettro Autistico (DSA) è un disturbo dello sviluppo neurologico ad origine prevalentemente genetica, che si manifesta nei primissimi anni di vita.
Il DSA si configura come una disabilità permanente e può essere accompagnato da ritardo intellettivo lieve, medio o grave o risultare senza alcun ritardo intellettivo.
Si tratta di una condizione che si manifesta in modo molto diverso da persona a persona.
Si configura con deficit persistenti nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale, e da comportamenti e/o interessi e/o attività ristrette e ripetitive.
Alcune caratteristiche comuni possono riguardare:
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Comunicazione e linguaggio: ritardo o assenza nell’acquisizione delle competenze pre-verbali (indicare, turno, attenzione condivisa), ritardo nello sviluppo del linguaggio, difficoltà nella comprensione verbale, ecolalia, ritardo o assenza di gioco simbolico.
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Relazioni sociali: contatto oculare anomalo, minore o diversa attenzione agli stimoli sociali, difficoltà ad imitare, minore o assente motivazione sociale.
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Interessi e comportamenti: possono esserci interessi molto intensi, specifici o limitati, gesti o comportamenti ripetitivi, oppure particolari modalità di gioco o esplorazione dell’ambiente.
Una diversa percezione del mondo
Le persone autistiche spesso percepiscono l’ambiente in modo amplificato o attenuato: possono essere molto sensibili (o poco sensibili) a suoni, luci, odori, sapori o contatti fisici.
Tendono a concentrarsi sui dettagli, a ragionare in modo visivo o concreto, e a vivere le relazioni sociali in modo differente. Questo non significa che non provino emozioni o non desiderino relazioni, ma che possono comunicarle e viverle in un modo tutto loro.
Quando si manifesta?
L’autismo è una condizione innata, che in molti casi può essere riconosciuta già nei primi anni di vita. Alcune persone autistiche possono avere anche altre condizioni associate, come disabilità intellettiva, ma molte hanno abilità cognitive nella norma o superiori.
Cause
Le cause esatte dell’autismo non sono ancora del tutto comprese, ma sappiamo che non è causato da problemi familiari o educativi. Entrano in gioco fattori genetici e probabilmente biologici, che influenzano lo sviluppo del cervello prima, durante o dopo la nascita.
segnali precoci dell’autismo

Ogni bambino si sviluppa con i propri tempi, ma alcuni comportamenti possono essere indicatori precoci della presenza di una condizione dello spettro autistico. È importante sottolineare che non tutti i segnali devono essere presenti, e che la loro intensità può variare molto da persona a persona.
Nei primi anni di vita
Entro il primo anno:
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Scarso o assente contatto visivo.
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Reazioni inusuali al contatto fisico (ad esempio, difficoltà ad accettare coccole).
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Poco interesse per giochi interattivi (come il “cavalluccio” o il “cucù”).
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Mancata risposta al proprio nome.
Nel secondo anno:
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Difficoltà a condividere l’attenzione (ad esempio, indicare oggetti per mostrarli).
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Gioco simbolico assente o poco presente (ad esempio, far finta che una tazza sia un telefono).
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Apparente disinteresse per oggetti o persone, se non per raggiungere un obiettivo specifico.
Dopo i due anni:
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Sviluppo del linguaggio assente, rallentato o regressivo.
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Comunicazione verbale o non verbale poco efficace o ripetitiva.
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Gioco ripetitivo e poco variato, interesse particolare per oggetti rotanti.
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Scarsa attenzione per libri illustrati o racconti.
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Comportamenti motori ripetitivi (come agitare le mani o dondolarsi, di tutto il corpo o parti del corpo).
riconoscere l'autismo

Ogni persona autistica è unica. Di seguito alcuni esempi che illustrano come può apparire l’autismo nella vita quotidiana dal punto di vista di un bambino. Non si tratta di regole fisse, ma di spunti per comprendere meglio.
Gioco
"Mi piacciono molto i puzzle e i giochi logici. Preferisco attività ripetitive, come far girare le ruote delle macchinine. Nei miei giochi non uso la fantasia."
Relazioni sociali
"Faccio fatica a capire le regole nei giochi con gli altri. Vorrei partecipare, ma a volte mi esprimo in modo che gli altri trovano strano."
Riconoscere i pericoli
"Alcuni rumori mi spaventano molto, come l’aspirapolvere, ma non percepisco altri pericoli e mi capita spesso di attraversare improvvisamente la strada da solo."
Linguaggio
"Parlo senza interruzione di ciò che mi appassiona e a volte ripeto sempre le stesse frasi. Non sempre riesco a usare le parole per avere uno scambio con voi."
Contatto
"A volte faccio domande dirette anche a chi non conosco bene. Evito lo sguardo negli occhi, ma osservo tutto con attenzione."
Contatto fisico
"Non sempre mi piace essere toccato, ma in certi momenti gli abbracci mi rassicurano. Posso sembrare distante, ma questo non significa che non provo affetto."
Percezioni sensoriali
"Vedo tanti dettagli che altri non notano: luci, riflessi, il luccichio delle superfici, delle gocce d’acqua e tutto ciò che ruota mi affascina. A volte tutto però è troppo colorato e veloce, e ho il bisogno di guardare altrove."
la diagnosi:
quando serve uno sguardo in più

Spesso sono i genitori a notare per primi che qualcosa nello sviluppo del loro bambino non segue il percorso previsto.
È importante che i genitori si rivolgano a uno specialista per descrivergli dettagliatamente lo sviluppo del loro bambino e spiegargli come si comporta.
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Come comunica il bambino?
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Come interagisce con gli altri?
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Quali sono i suoi interessi, le sue abitudini?
Durante la valutazione, il professionista osserva soprattutto gli aspetti sociali e comunicativi. Quando mancano alcune tappe tipiche dello sviluppo o compaiono comportamenti particolari, si può iniziare a sospettare un disturbo dello spettro autistico.
La diagnosi non si basa su un singolo esame: vengono usati questionari, scale di osservazione specifiche e strumenti clinici adatti all’età.
Diagnosi precoce: perché è così importante
In molti casi, è possibile formulare una diagnosi attendibile fra i 2 e 3 anni di età.
A volte, però, i segnali sono lievi o si sovrappongono ad altri disturbi dello sviluppo o a condizioni neurologiche complesse.
Per questo è importante che la valutazione venga fatta da un’équipe con esperienza specifica, capace di esaminare anche il quadro neurologico o eventuali fattori genetici.
Anche quando si tratta solo di un sospetto, è fondamentale non aspettare:
intervenire presto, con trattamenti mirati, può fare una grande differenza.
A chi rivolgersi

Informazioni in merito agli enti preposti per la valutazione, la diagnosi e la messa in atto delle misure per la corretta presa a carico delle persone con disturbi dello spettro autistico.
Fondazione ARES

Fondazione ARES • Autismo Risorse e Sviluppo
Piazza Giuseppe Buffi 4
6500 Bellinzona
Tel. +41 (0)91 850 15 80
Fax +41 (0)91 850 15 82
Servizi medico-psicologi (SMP):
sedi di Coldrerio, Locarno, Biasca, Lugano e Bellinzona.
ARES offre l’esperienza e la competenza, maturate nei suoi oltre 20 anni di attività di consulenza e di presa in carico di bambini e adulti con Disturbo dello spettro autistico, a professionisti e famiglie che quotidianamente si occupano del loro progetto di vita.
Pro Infirmis

Pro Infirmis Cantone Ticino e Moesano
Via San Giovanni 7, 6500 Bellinzona
Tel. +41 (0)58 775 38 70
Sede di Locarno
Via Domenico Galli 46b, 6600 Locarno
Tel. +41 (0)58 775 37 50
Sede di Lugano - Sottoceneri
Via Chiosso 17, 6948 Porza
Tel. +41 (0)58 775 37 70
Pro Infirmis sostiene con le sue prestazioni le persone con disabilità e i loro famigliari nella gestione della vita quotidiana e nella partecipazione in importanti ambiti di vita.
Neuropediatria

EOC San Giovanni di Bellinzona
È possibile prendere appuntamento unicamente tramite il medico curante (pediatra di base).
Tel. +41 (0)91 811 91 81
Orari di risposta al telefono
Lunedì : 08:30 - 11:30 / 13:30 - 16:30
Martedì : 08:30 - 11:30 / 13:30 - 16:30
Mercoledì : 08:30 - 11:30
Giovedì : 08:30 - 11:30 / 13:30 - 16:30
Venerdì : 08:30 - 11:30 / 13:30 - 16:30
In Neuropediatria all’EOC San Giovanni di Bellinzona, oltre alle valutazioni diagnostiche, si effettuano anche la presa a carico di bambini con autismo e il coordinamento di progetti territoriali extraospedalieri.
Diagnosi

Unità di sviluppo (UNIS)
c/o Servizio medico-psicologico
Via Luganetto 5, 6962 Viganello
Medico Capoclinica: Dr med. Paolo Manfredi
Tel. +41 (0)91 815 21 51
Fax +41 (0)91 815 21 59
Servizi psico sociale
Via Luganetto 5, 6962 Viganello
Medico Caposervizio: Dr. Med. Matteo Preve
Centro di Contatto Tel. +41 (0)848 062 062
UNIS è l’Unità operativa multidisciplinare dell’OSC istituita per l’intervento diretto a bambini e ragazzi con disturbi dello spettro dell’autismo (DSA) e alle loro famiglie.
aiuti e interventi:
costruire un sostegno su misura

È naturale chiedersi come aiutare al meglio un bambino o una persona autistica. Non esiste una soluzione valida per tutti: ogni individuo ha bisogni e modalità proprie. Tuttavia, interventi tempestivi, mirati e rispettosi possono favorire benessere, comunicazione e autonomia.
Interventi basati sulle evidenze
Programmi come ABA, TEACCH, Early Start Denver Model o approcci relazionali basati sul gioco (es. Floor Time) possono essere utili quando:
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rispettano il ritmo della persona,
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valorizzano i suoi punti di forza,
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offrono un ambiente chiaro e prevedibile,
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coinvolgono attivamente la famiglia.
Supporti specifici
In base ai bisogni, possono essere utili:
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logopedia (linguaggio e comunicazione),
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ergoterapia (autonomia, sensorialità),
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psicomotricità e fisioterapia (sviluppo motorio),
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percorsi di integrazione sensoriale, quando serve.
Per chi parla poco o non parla, la comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) è uno strumento fondamentale: ogni persona ha diritto a un modo efficace per esprimersi.
Crescere, cambiare, partecipare
Bambini più grandi, adolescenti e adulti possono beneficiare di:
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gruppi per abilità sociali,
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sostegno all’autoregolazione,
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supporto per scuola, lavoro e autonomia quotidiana.
Un percorso condiviso
Il sostegno più efficace è quello che:
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rispetta l’identità autistica della persona,
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valorizza preferenze e interessi,
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si basa su obiettivi realistici e condivisi,
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coinvolge famiglia, scuola e professionisti,
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promuove benessere, autonomia e qualità di vita, non la “correzione” di comportamenti.
Ogni percorso deve essere personalizzato: non per cambiare chi è la persona, ma per permetterle di esprimersi, crescere e vivere in un ambiente che la comprenda.
cicli di vita

Elaborato dall’Associazione ATGABBES, il progetto Cicli di vita – pienamente condiviso da autismo svizzera – vuole fornire una bussola volta a orientare le azioni in modo che per ogni fascia di età si possano individuare gli interventi adeguati. In questo percorso di crescita l’associazione accompagna le famiglie secondo le loro richieste, indirizzandole, ove necessario, ai servizi professionisti che operano sul territorio. Un grande sostegno viene offerto tramite i gruppi di auto aiuto e le attività di tempo libero.
Il concetto è di ampio respiro e lo proponiamo qui nella sua forma estesa e sviluppata dall’associazione ATGABBES. “Con il progetto, presentato e approvato all’assemblea del 2015, si vuol rispondere alla realtà della nostra Associazione che, malgrado il suo nome contenga la parola “bambini”, all’atto pratico si occupa delle persone con disabilità dall’infanzia alla terza età evidenziando i loro bisogni e sostenendo i 7 loro diritti come quelli delle loro famiglie affinché, grazie al dialogo e alla collaborazione con reti informali e formali d’aiuto si possano trovare soluzioni adeguate a garantir loro una Qualità di Vita dignitosa sul piano sociale e soddisfacente dal punto di vista personale. Si vuol pure rispondere alla realtà di un’associazione nella quale convivono generazioni di genitori diverse operando affinché ogni generazione di genitori trovi lo spazio e i temi che ritiene più rilevanti al fine di promuovere lo sviluppo progettuale di atgabbes attraverso l’innovazione delle soluzioni costruite dalle generazioni di genitori precedenti. Inoltre, si vuol promuovere l’elaborazione di soluzioni eventualmente assenti necessarie partendo dall’osservatorio delle generazioni di genitori più anziane e delle persone con disabilità con competenze utili ad esprimersi in prima persona circa le loro necessità. Infatti, non dobbiamo dimenticare una realtà: l’evoluzione nei cicli di vita concerne, in primo luogo, la persona con disabilità e quindi quando le sue condizioni le consentono di manifestare le sue necessità in prima persona è la persona con disabilità stessa che va ascoltata. Beninteso, per le persone che non dispongono di tali competenze, atgabbes aderisce alle prospettive del Forum Europeo delle persone con disabilità ritenendo i loro genitori le persone meglio abilitate a rappresentarle. In parole povere con il progetto si vuol favorire l’operatività dell’Associazione attraverso una modalità organizzativa utile a consentire l’espressione e il concorso di ciascuno perché ritenuto portatore di uno sguardo sulle questioni che concernono le persone con disabilità che ha sua legittimità. Il progetto ha trovato il suo esordio nel corso dell’estate con la distribuzione di questionari il cui tasso di rientro, come sempre, è basso. Il 26 settembre esso ha avuto l’inizio ufficiale con una conferenza sul tema della professoressa Roberta Caldin dell’Università di Bologna che desideriamo ringraziare sentitamente per l’apprezzato contributo. Ad essa è seguito un lavoro in sottogruppi per fasce d’età volto a perfezionare la raccolta di tematiche sensibili nei diversi cicli di vita ottenendo il parere dei genitori per i cicli di vita “infanzia” e “adolescenza e post-adolescenza”. Al gruppo “età adulta” hanno partecipato genitori e persone con disabilità. Oltre alle animatrici dei sottogruppi erano presenti alcuni professionisti che operano con persone con disabilità di diverse fasce d’età. I risultati della mezza giornata sono descritti nel dossier. Per il Comitato si tratta ora di partire da quanto raccolto per sviluppare, con il coinvolgimento opportuno di Enti esterni ad atgabbes, piste di sviluppo del progetto che saranno presentate all’Assemblea del 2016. Dal momento che, al termine della mezza giornata è stata formulata all’intenzione del Comitato Cantonale la precisa richiesta di costituire una “Commissione adulti” possiamo anticipare che la richiesta è stata accolta. Beninteso, il Comitato costituirà analoghe commissioni per le altre fasce d’età”.









